GMS
Gruppo Modellistico Sestese
Sesto San Giovanni (MI)

 

CHANCE VOUGHT V-173
Flying Pancake

Nel 1933 la NACA emise un concorso interno (riservato ai soli dipendenti) per la realizzazione di un velivolo di categoria leggera per usi militari.
Tra tutti i progetti presentati vinse quello dell’ing. Charles Zimmerman, riconosciuto all’unanimità per l’ottima aerodinamica e l’innovativa tecnologia, anche se venne giudicato troppo avveniristico per quei tempi.
L’idea era quella di sviluppare un velivolo basato su un’ala circolare.
Da questa situazione di stallo lo stesso progettista portò avanti il suo progetto attraverso la costruzione e la realizzazione di vari modelli volanti sempre con buoni risultati.
Fermo restando le perplessità dell’ente, decise di rivolgersi all’industria privata.
Nel 1937 riuscì ad interessare la Chance Vought di Standford, che lo assunse e gli permise il proseguimento del suo progetto.
Durante la sua presenza presso la ditta, alcuni tecnici della US Navy, ivi distaccati, rimasero colpiti dalle prestazioni dichiarate per l’aereo, e riuscirono ad interessare tale forza, tanto che vennero messi a disposizione ulteriori fondi.
Da segnalare che lo stesso Zimmerman aveva brevettato il suo progetto (N°2.108.093 del 15/02/38).
Venne dapprima costruito un simulacro volante, battezzato V-162 (o Vought modello 162), comandato a distanza tramite cavi, che riportò ottime reazioni.
Nel 1939 si provvide alla costruzione del prototipo definitivo su cui in seguito sviluppare l’aereo definitivo.
Venne battezzato: V-173, e, data l’ala circolare, venne soprannominato Flying Pancake (frittella volante).
Il velivolo si presentava con una struttura totalmente lignea, realizzata con molta cura e dal peso estremamente basso.
La caratteristica era dettata dall’ala circolare nella quale erano posizionati posteriormente 2 alette stabilizzatrici con funzione di timoni di profondità, e, di conseguenza, 2 timoni di direzione posizionati posteriormente sul bordo superiore.
La cabina di pilotaggio, inizialmente con il pilota in posizione prona, venne modificata in modo tradizionale e posizionata sul bordo alare di entrata.
Godeva di una finestratura inferiore che permetteva un’ottima visuale durante le fasi di decollo/atterraggio.
L’accesso avveniva tramite uno sportello posizionato nel pavimento dell’abitacolo stesso.
La motorizzazione era affidata ad una coppia di motori Continental da 80hp., che, essendo posizionati nello spessore alare, trasmettevano il moto ad eliche tripale di grande diametro attraverso dei semiassi ed una scatola di riduzione posizionati ad angolo retto.
Il carrello, previsto fisso, faceva assumere al velivolo una posizione cabrata di 18°.
Nel 1942, dopo varie prove nella galleria a vento di Langley Field, si iniziarono i collaudi a terra.
Il 23/11/42 l’aereo, immatricolato: 02978, effettuò il suo primo volo sulla base di Bridgeport con ai comandi il collaudatore Boone T.Guyton.
Il volo durò 13 minuti e fu la conferma positiva delle idee del suo progettista.
La sua caratteristica principale, relativa alle brevi distanze necessarie per il decollo/atterraggio, spinse la marina ad una maggiore attenzione, oltre al fatto che poteva passare da una velocità di 240km/h a soli 50km/h senza alcuna preoccupazione, ed era quasi impossibile portarlo in stallo od a cadere in vite.
Lo sviluppo non soffrì di grosse difficoltà ed i lievi incidenti registrati furono addebitati alla scarsa potenza installata e si conclusero sempre senza alcun danno al velivolo.
Il V-173 effettuò complessivamente 131 ore di volo nelle mani di diversi collaudatori civili e militari, tra i quali lo stesso Charles Lindberg che ne rimase estremamente soddisfatto.
Pertanto Zimmerman decise di passare alla realizzazione definitiva del suo velivolo: il XF5U-1 Flying Flapjack.
Il ns. aereo venne pertanto donato al NASM di Washington, ove è possibile vederlo.

Le foto allegate riguardano:
1) e 2) Il velivolo visto dal basso, privo delle carenature alle ruote e completo;
3) e 4) Viste laterali sinistra e destra;
5) Vista superiore posteriore;
6) In volo senza carenature alle ruote;
7) Prova motori;
8) Vista sull’accesso all’abitacolo;
9) Abitacolo.

Giorgio Dorati
Bibliografia
Evangelisti – Macchine bizzarre nella storia dell’aviazione – Ed. Olimpia
Schoeni – Vought XF5U-1 Flying Flapjack – Ed. HAA
Ginter – Chance Vought V-173 and XF5U-1 Flying Pancakes – Ed. Ginter
Archivio fotografico: Steve Ginter

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