| Alla fine, dopo una lunga “navigazione”,
ha raggiunto la sua ultima base: il sommergibile Enrico Toti (Matricola
Militare: S-506) può ora riposare all’ombra della Madonnina
di Milano.
Dopo un viaggio da Taranto lungo l’Adriatico, l’aver risalito
il Po, ed un periodo di “purgatorio” presso il porto fluviale
di Cremona, grazie ad una complessa operazione di trasporto stradale (gestita
perfettamente dal Genio Militare) l’unità ha raggiunto lo
spazio a lei dedicato presso il Museo della Scienza e della Tecnica di
Milano, ove lo si può ammirare sia dall’esterno che all’interno.
Il battello risultava la I° unità costruita in Italia dopo
la fine della II° GM, ripristinando così la tradizione del
settore della ns. Marina.
Impostato presso i cantieri di Monfalcone il 11/04/1965, veniva varato
il 12/03/67 e consegnato il 22/01/68.
Seguirono poi altre 3 unità della stessa classe: Dandolo, Mocenigo
e Bagnolini.
Le sue caratteristiche risultavano: 536t. in superficie (593t. in immersione);
lunghezza: 46mt. e larghezza: 4,75mt.; 2 motori Fiat/MB diesel da 570hp.
ognuno ed 1 motore elettrico da 900hp.; velocità in superficie:
9,7nodi (in immersione: oltre 14nodi/24kmh.); quota operativa: 150mt.
(collaudo: 300mt.); autonomia: 3.500miglia (circa 6.400km.); armamento:
4 tubi lanciasiluri da 533mm. per armi filoguidate a testata autocercante
mod. A194; ed equipaggio composto da 4 ufficiali e 22 uomini.
Caratteristica risultava la facilità di manovra, causa la sua perfetta
stabilità, che gli permetteva, in immersione, di invertire la rotta
di 180° in 250mt..
Con l’ingresso dell’Italia nella NATO, risultando il suo teatro
operativo il Mediterraneo, ed il mondo diviso in 2 blocchi causa la guerra
fredda, il compito affidatogli era quello della ricerca, individuazione,
e possibile eliminazione dei sommergibili sovietici (compreso quelli nucleari),
operanti in quel teatro.
Pertanto l’intera classe di battelli apparteneva al tipo SSK (Submarine-Submarine
Killer o Hunter-Killer), questo grazie alla sofisticata apparecchiatura
elettronica imbarcata (all’avanguardia per quel tempo).
Durante la sua attività ha effettuato 27.030h. di missione, percorrendo
oltre 137.000miglia, con ben 34 comandanti.
Durante tale periodo risulta che l’unità abbia effettuato
missioni operative, sulle quali chiaramente risulta d’obbligo il
segreto militare.
Secondo alcune voci, raccolte a suo tempo in ambito dell’arsenale
di Taranto (sua sede operativa), risulterebbe che il battello abbia intercettato,
identificato ed attaccato un “intruso” nelle acque dello golfo,
obbligandolo, dopo qualche ora di caccia, ad abbandonare la zona verso
lidi più “amichevoli”.
Le fotografie allegate si riferiscono a:
1), e 2) Il sommergibile esposto al MNST di Milano;
3), 4), 5), 6), e 7) Particolari;
8), e 9) Il sommergibile alla fonda a Cremona.
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