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Tank Mark I “Radio”

 

Tank Mark I “Radio”

 

Brevi cenni storici

Il Carro armato wireless Mark I rappresentava il primo vero tentativo di montare un equipaggiamento wireless (radio) all’interno di un carro armato realmente operativo e capace di combattere, era una delle varianti più importanti del design di base del carro Mark I. Tuttavia, molti dettagli di questo carro armato in versione wireless sono ancora avvolti nel mistero, in particolare su come l’apparecchiatura radio era installata all’interno e di che tipo fosse.

Inoltre non è ben chiaro quanti Mark I siano stati effettivamente convertiti in questa configurazione e quanti siano stati effettivamente utilizzati sul campo di battaglia.

È noto che il tipo di carro utilizzato come base per la conversione in Wireless era un Mark I (Female), con il suo armamento, 4 mitragliatrici Vickers 303,  rimosse dagli sponsor, che furono parzialmente placcati, con una parte del lato dello sponsor aperta o apribile e presumibilmente con l’apparecchiatura radio e l’operatore all’interno dello sponsor stesso, anche se questo ultimo fatto non è noto con certezza. Un alto montante aereo era posizionato sulla parte anteriore scafo che svolgeva la funzione di antenna.

Si sostiene che un considerevole numero di questi carri armati fu usato in azione a Cambrai nel 1917, ma in realtà non si ha la certezza che ciò sia realmente avvenuto,è più probabile che i carri armati Mark I con equipaggiamento wireless, fossero in realtà usati per scopi di formazione e addestramento all’uso di apparecchiature radio su carri armati.

E’ più probabile che a Cambrai i carri armati realmente operativi nella versione wireless fossero dei Mark IV e non dei Mark I, già vetusti e poco affidabili sul campo di battaglia.

Tuttavia, il Mark I Wireless Tank fu molto importante in quanto fu il primo vero carro armato della storia ad essere dotato di una apparecchiatura radio, e quindi ha un posto speciale nella storia dei veicoli corazzati da combattimento.

 

Il Modello

E’ un referenza AIRFIX in scala 1/76, modello vetusto , ma sufficientemente dettagliato e di discreta fattura, anche se i cingoli in vinile sono veramente terrificanti e pieni di bave di stampaggio.

Il modello nella confezione è un ibrido tra il Mark I e il Mark II e il kit prevede sia la versione “male” che “female”,

Pertanto si e reso necessario come primo passaggio modificarlo per renderlo il Mark I che volevo rappresentare.

Le principali modifiche apportate sono state :

1) Modifica del cielo del carro mediante la creazione di una copia in resina, sulla quale ho provveduto ad eseguire le opportuna modifiche per far si che diventasse un Mark I

2) Modificata cabina di pilotaggio, usando una copia in resina, dove ho provveduto ad aprire i due portelli di osservazione, che in origine erano completamente chiusi, ciò al fine di rendere più realistico il modello.

3) Creazione del supporto antenna frontale

4) Creazione della sagoma del vano motore, al fine di dare maggiore realismo al modello

5) Sostituzione dei cingoli in vinile con una copia in resina

 

Colorazione

Al fine di dare una maggiore tridimensionalità al modello ho proceduto nel seguente modo

1) Base

Per prima cosa ho dato ad aerografo una mano uniforme di XF-66 (Light Grey), in modo da dare un colore uniforme alla base

2) Ombreggiature

Successivamente, sempre ad aerografo ho dato da prima una mano di XF-63 (German Grey) per evidenziare i vari stacchi tra le pannellature e fornire una prima ombreggiatura

Poi con il XF-2 (White) ho contrastato fortemente le pannellature dando al modello uno stacco evidente tra le zone in ombra e quelle in luce

3) Colorazione finale

Ultimata la fase di ombreggiatura del modello, ho steso delicatamente, cioè senza andare a coprire eccessivamente il lavoro precedente di luci e ombre con un mix al 50% di XF-55 (Deck Tan) e XF-52 (Flat Earth), dando così al modello la sua colorazione finale, che era molto simile ad un color terra chiara.

4) Invecchiamento

In ultimo dopo aver steso una mano di trasparente lucido (al fine di proteggere il modello dai passaggi successivi) ho completato il tutto con dei filtri ad olio diluiti con l’acqua raggia, ho utilizzato principalmente il Bruno Van Dick, per evidenziare i rivetti e scurire le zone attorno ai cingoli e dare maggiore enfasi alle varie pannellature.

 

Conclusioni

Alla fine ho steso i fili dell’antenna utilizzando un filo elastico da pesca del diametro di 0,1 mm e fissandolo con del normalissimo Attack colorandolo successivamente di nero per mettere maggiormente in enfasi la presenza dei fili stessi.

E’ stato un lavoro che mia ha regalato delle belle soddisfazioni.

Un particolare ringraziamento va ad un carissimo amico, membro anche lui del GMS che mi ha suggerito la realizzazione di questa particolare versione del MkI, permettendomi così di realizzare un modello intrigante, dalla storia decisamente interessante e lontano dai soliti schemi dei MkI normalmente rappresentati nei diorami.

 

Foto fine lavoro

 

 

 

 

 

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